...continuiamo la lotta!
Lo sciopero contro gli esuberi Telecom è ben riuscito, ed è molto importante la presa di coscienza di tanti lavoratori che si mobilitano per difendere il posto di lavoro; la vicenda, comunque, merita alcune considerazioni:
● le lettere e le tabelle inviate sono quelle previste dalla legge per aprire una procedura di mobilità, dove devono essere indicate le eccedenze per provincia e reparto in quanto vanno inviate alle Direzioni Provinciali del Lavoro, cioè documenti uguali a quelli che Telecom ha mandato tutte le volte che ha fatto ricorso alle procedure di mobilità con accompagnamento alla pensione, sempre firmate da Cgil-Cisl-Uil senza alcun problema;
● la procedura di mobilità, in assenza di accordo sindacale, oltre che prevedere maggiori costi per l’azienda, prevede il licenziamento del lavoratore con i seguenti criteri: minori carichi familiari, minor anzianità di servizio, esigenze tecnico-produttive in concorso tra loro. In Telecom è sempre stato stabilito che ad andare in mobilità fossero i lavoratori anziani, i quali, con il periodo di mobilità, raggiungevano la pensione: l'accordo che deroga alla legge realizza anche l’obiettivo più conveniente per l’azienda, ovvero liberarsi di quei lavoratori che costano di più e risparmiare nei contributi che deve versare all’INPS per la messa in mobilità.
Probabile che Cgil-Cisl-Uil firmeranno un accordo magari sbandierando come una vittoria la mobilità di accompagnamento alla pensione dopo la minaccia di licenziamenti indiscriminati, grazie al loro sciopero e alla loro "trattativa": è ormai chiaro che il loro vero obiettivo non è la contrarietà agli esuberi, ma la "gestione degli esuberi" con un accordo.
Lunedì 7 luglio nell’incontro delle procedure di mobilità che la FLMUniti-CUB e le sue RSU hanno avuto con Telecom, l’azienda ha dichiarato la disponibilità a gestire i 5.000 esuberi con il criterio prioritario del raggiungimento dei requisiti pensionistici fino al 2013 (2014 per il sud) con la messa in mobilità su base volontaria, 5.000 lavoratori che hanno i requisiti per la pensione ci sono (Cgil-Cisl-Uil nelle assemblee dicevano che non c’erano….. non più di 2/3.000…..), prevede poi la mobilità in altre aziende del gruppo e consistenti riconversioni professionali, il tutto con accordo sindacale. Telecom ha inoltre affermato che non ci sarebbero altri esuberi, ma non ha dato prospettive definite di investimenti e sviluppo.
Come sindacato e RSU FLMUniti-CUB siamo contrari a questo piano perché se da un lato è vero che molti lavoratori vicini alla pensione sono favorevoli ad andarsene prima, pur avendone una perdita economica, dall’altro la mobilità è una perdita di valore e professionalità ed un’ulteriore riduzione dell’occupazione ingiustificata, dopo che i lavoratori Telecom sono stati dimezzati nel giro di una decina d’anni, passando dagli oltre 110.000 ad appena 58.000, e continuano nel frattempo le assunzioni di lavoratori interinali. Una riduzione che grava sull’INPS e sulla collettività, senza nessun impegno da parte di Telecom che dia garanzia di sviluppo e rilancio dell’azienda.
La CUB dopo lo sciopero del 4 luglio, ritiene indispensabile proseguire la lotta con altri scioperi perché non è accettabile un piano di 5.000 tagli di posti di lavoro, della non ben definita mobilità verso altre aziende del gruppo, della massiccia mobilità professionale, in assenza di prospettive chiare di investimenti e sviluppo.
giugno 2008
sabato 28 giugno 2008
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