giovedì 17 dicembre 2009

PERMESSI PER I PAPA’





I papà possono usufruire dei permessi allattamento anche quando la mamma è casalinga, ma è nell’impossibilità di occuparsi del figlio, senza, per questo, dover produrre documentazione specifica all’INPS.

Le Dir. Gen. della Tutela delle Condizioni di Lavoro e per l’Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, hanno emanato la Lettera circolare C/2009 - prot. 15/V/0019605/14.01.05.02 del 16 novembre2009, con la quale si precisa che la richiesta dell'Inps - avallata dalla circolare del 15 ottobre 2009 n. 112/2009 dello stesso Istituto Previdenziale - di produrre, nelle sole ipotesi in cui la madre sia casalinga, documenti attestanti l'effettiva impossibilità della stessa di occuparsi del figlio, non appare supportata da alcuna disposizione normativa in tal senso.


Il Ministero conclude dicendo che: "neanche in via interpretativa può essere avallata tale richiesta, in quanto una simile interpretazione dell’art. 40, lettera c) del D.Lgs. n. 151/2001, può facilmente ingenerare questioni di costituzionalità, ai sensi dell’art. 3 della Cost., per evidente disparità di trattamento dei soggetti destinatari della norma (le lavoratrici non dipendenti)".

Quale Futuro vogliamo?


In questi giorni assistiamo all’ennesimo ricatto, con il quale svendono i nostri posti di lavoro:
· Un altro contratto che scambia un’elemosina già decisa un anno fa ed elargita un anno dopo, ma che ci renderà altre migliaia di esuberi.
· Assistiamo senza alcuna opposizione reale all’avvio di call-center in Albania, Tunisia ecc dove si lavora per pochi € al giorno rendendoci ancor piu’ deboli contrattualmente.
· Telecamere sui permutatori, e possibilità di controllo a distanza sempre piu’ libera per le aziende grazie a pseudo-osservatori gestiti da azienda e sindacati collaborazionisti.
Solo le ultime questioni avallate in queste settimane che andranno peggiorando se la maggior parte di noi continueranno ad essere organizzati con sindacati che sulle nostre spalle costruiscono le loro fortune, i loro distacchi, i loro permessi retribuiti aziendalmente ecc ecc.
Se volete un Futuro migliore di quello che ci stanno preparando, allora non basta piu’ denigrarne l’operato, non ci bastano piu’ le pacche sulle spalle che molti di voi ci danno, è necessario che prendiate posizione.
E’ necessario dare forza a quei delegati che coerentemente difendono i nostri interessi, senza compromessi o tornaconti personali.
Se vogliamo impedire che si estromettano dal sindacato tutti coloro che portano le istanza dei lavoratori, è necessario organizzarsi insieme e sostenere concretamente il Sindacalismo di Base lontano dal ricatto padronale, dai finanziamenti di Confindustria e dai giochetti per le amministrazione dei Fondi Pensione, che permettono appunto una attività sindacale libera e nell’esclusivo interesse dei lavoratori.
Diciamo Basta a quei sindacati che in assemblea dicono di essere dalla nostra parte e poi firmano qualsiasi accordo forti delle tante iscrizioni che rappresentano.
Iscrivetevi con la FLMUniti-CUB per dare forza al Sindacato fatto da lavoratori e non da professionisti della poltrona e degli accordi capestro!
Mail: roma@flmutim.it

lunedì 27 luglio 2009

Contratti di solidarietà con l'azienda o Conflitto?

"….Non abbiamo una prospettiva diversa dal licenziamento…"
Queste le parole del DOTT. MIGLIARDI, nell’articolo intervista...Allora i Posti di Lavoro sono stati salvati?
Ma i segretari Confederali al comizio di Piazza Santi Apostoli il 12 GIUGNO, a conclusione del corteo di migliaia di lavoratori e lavoratrici Telecom, non avevano sostenuto che NON SI SAREBBE FIRMATO ALCUN ACCORDO che prevedesse perdita di posti di lavoro ?


In Francia, i Lavoratori e le lavoratrici non cedono ai ricatti e riaprono le trattative così…
http://www.agenziami.it/articolo/4110/Francia+gli+operai+della+Nortel+Facciamo+saltare+la+fabbrica/

http://www.infoaut.org/articolo/altri-5-manager-sequestrati-1-su-2-i-francesi-daccordo

http://www.rassegna.it/articoli/2009/04/10/45620/sequestri-manager-per-la-cgt-sono-azioni-sindacali

http://www.libero-news.it/pills/view/16042

giovedì 23 luglio 2009




Contratti di solidarietà:
vince l’azienda 1054 a ZERO!





Lo avevamo paventato prima dello sciopero del 12 giugno scorso che la dichiarazione di guerra dei confederali alle procedure di mobilità appariva tanto un gioco di simulazione per giungere, alla
fine, a quello che l’azienda aveva chiesto sin dall’inizio: i contratti di solidarietà.
Ancora una volta il teatrino si è ripetuto con la gioia del management di Telecom Italia che è
riuscito a scaricare per l’ennesima volta sulle spalle dei lavoratori e delle lavoratrici, sulle casse
dell’INPS e dei cittadini italiani, i costi di una crisi finanziaria e di bilancio, frutto di un decennio di
scellerata privatizzazione e scalate finanziarie. L’azienda incassa 1054 contratti di solidarietà, dopo le 5000 mobilità di settembre ’08, nonostante non abbia mai documentato i punti dichiarati nell’avvio della procedura di mobilità riguardante il personale di Directory Assistance, cioè: come sono state valorizzate le perdite di 30 milioni l’anno per una struttura come il D.A. che svolge una parte di attività riferibile ad altri settori aziendali e un’altra che è "valorizzata" all’esterno tramite Matrix; quale e quanta attività, già svolta dai colleghi di D.A. o comunque compatibile ai profili professionali presenti nel settore, è affidata all’esterno di Telecom Italia; quanti dipendenti di D.A., da settembre 2008 ad oggi, hanno lasciato l’azienda oppure hanno dato disponibilità a lasciarla a seguito dell’accordo sulla mobilità dei 5000, per pensionamento o per dimissioni volontarie; quali sono le ragioni che hanno impedito e impediscono la mobilità professionale, al pari di quanto viene realizzato per gli altri settori. A cosa sono serviti due scioperi nazionali e le mobilitazioni? Lo sanno anche i sassi che un accordo sui contratti di solidarietà è sempre stato l’obbiettivo dichiarato del vertice di Telecom Italia, prima ancora dell’avvio delle procedure di mobilità, chi afferma di aver vinto per aver "convinto" l’azienda racconta solo bugie!!
L’aver supinamente accettato, nelle premesse dell’accordo firmato al Ministero del Lavoro il 21
luglio, l’individuazione "di un ambito di eccedenze" e le sue "ragioni", senza che queste siano state
minimamente documentate, è a dir poco da IRRESPONSABILI in quanto i lavoratori oggi individuati come esuberi, dopo i 24 mesi di riduzione dell’orario e di parte della retribuzione (parzialmente integrata dalle casse dell’INPS), rimarranno eccedenze da licenziare. Per questi colleghi, ora che sono stati anche nominalmente "recintati", non è previsto alcun piano di formazione/ricollocazione. Inoltre, questo accordo servirà come punto di riferimento e permetterà a Telecom Italia di procedere spedita nel taglio già annunciato degli altri 4000 posti di lavoro. Tutto ciò mentre il giorno prima, il 17 luglio ’09, con la D.O. n. 334 l’A.D. Franco Bernabè ha nuovamente ridisegnato la struttura organizzativa creando sotto la direzione di Domestic Market Operations la nuova struttura di Customer Operations, tirando fuori da Consumer e Business le rispettive funzioni di Customer, in attesa di una prossima esternalizzazione/cessione di tutte o parte delle attività in carico alla nuova struttura.
Quindi non si tratta di farsi la domanda, di pazzagliana memoria, "è meglio i contratti di solidarietà oppure essere licenziati?", ovviamente nessuno di noi preferirebbe essere licenziato,
allo stesso modo che non si preferisce rimanere morti ammazzati alla semplice rapina del portafoglio. Il punto è se sia accettabile essere taglieggiati nella retribuzione da un’azienda come
Telecom Italia che continua a fare enormi profitti, che da un’enorme quantità di lavoro all’esterno (parte del quale delocalizzato in altri Paesi), che distribuisce palate di premi al suo management. Tutto ciò gravando pesantemente sulle casse dell’INPS. Per noi non è accettabile!! L’unica soluzione ai problemi di Telecom Italia era e rimane il taglio drastico delle retribuzioni del personale dirigente; la reinternalizzazione delle attività, una migliore distribuzione dei carichi di lavoro.


Per questo ci attiveremo nei prossimi giorni al fine di costruire le più opportune iniziative, legali e
di lotta, per impedire la realizzazione dei piani di Telecom Italia.
Roma, 21/07/2009

martedì 26 maggio 2009

12 giugno Sciopero Telecom, che fare?

Vogliamo aprire come lavoratori e lavoratrici, RSU e Attivisti sindacali una consultazione tra tutti i nostri colleghi per decidere insieme come e se partecipare alla chiamata alla mobilitazione dei confederali per il 12 giugno.Senza dubbio la situazione nel gruppo si sta facendo sempre più gravi. Gli esuberi lievitano, la mobilità è infinita...Si apre in questi giorni una procedura che vuol portare alla cassaintegrazione per le colleghe/i del 1254. ecc eccMa ci chiediamo cosa è giusto fare? Considerato che Cgil-Cisl-Uil e Ugl saranno come sempre pronti ad assecondare qualsiasi richiesta dell'Azienda, e a svendere per i propri permessi e i propri tornaconto centinaia di lavoratori ancora una volta. Ma possiamo rimanere impassibili?Possiamo permettere di far passare tutto come se nulla fosse? O abbiamo il dovere di tentare di trascinare questi burocrati della vendita dalla parte degli interessi di noi tutti? Abbiamo o non abbiamo il dovere di cercare il dialogo anche con il "diavolo" pur di salvaguardare posti di lavoro in un periodo non breve di crisi come questa?In questi anni ci siamo più volte dialettizzati con molte contraddizioni, molto spesso riuscendo ad essere facili profeti di un'ennesimo voltafaccia dei sindacati. Al col tempo abbiamo riscontrato che ancora molti colleghi delegano i loro interessi a coloro che si sanno vendere meglio e a questo non vogliamo rispondere scendendo a quel livello.Ciò che ci interessa è avere un dialogo sempre aperto con i lavoratori e lavoratrici che condividono con noi condizioni, salari, preoccupazioni e ricatti. Decidendo insieme le strade migliori da prendere e le azioni da intraprendere. Organizziamoci insieme per lottare contro la perdita dei posti di lavoro, per difendere l'occupazione e il salario.A partire dalle vostre considerazioni e commenti per il 12 e partecipando al sondaggio che troverete a sinistra.

FERIE OBBLIGATORIE?!


BASTA SCONTI ALL'AZIENDA.


Con mail, a dir poco sconcertanti, simili a questa:
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"Oggetto:fruizione ferie nella giornata del 1 giugno e nelle giornate dal 10 al 14 agosto
2009.
Cari colleghi,
pur non essendo stata raggiunta un’intesa formale con le Organizzazioni Sindacali circa le chiusure aziendali per ferie collettive per l’anno 2009, si ritiene tuttavia che l’interesse
dell’Azienda sul punto debba essere comunque realizzato. Pertanto, Vi pregherei, così come avvenuto per le giornate del 2 e del 5 gennaio 2009, di voler dare ogni necessaria indicazione ai Vostri diretti collaboratori/responsabili affinché tutti i lavoratori appartenenti alle strutture c.d. " non operative" fruiscano di ferie nelle giornate del 1° giugno ed in quelle dal 10 al 14 agosto 2009. Come di consuetudine, ogni eccezione a questa regola dovrà essere comunicata e concordata
con Risorse Umane Staff."
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l’azienda sta cercando di OBBLIGARE il personale NON OPERATIVO A CONSUMARE una giornata di FERIE il 1 giugno e L’INTERA settimana che va dal 10 al 14 agosto 2009, contravvenendo palesemente alle disposizioni contrattuali e di legge.
NON SCHERZIAMO!!!
Ricordiamo ai responsabili aziendali che, essendo il diritto alle ferie annuali necessario a proteggere e ricostituire le energie psico-fisiche del lavoratore, "..Le ferie hanno normalmente
carattere continuativo. Nel fissare l’epoca sarà tenuto conto da parte dell’azienda,
compatibilmente con le esigenze di servizio , degli eventuali desideri dei lavoratori". La pretesa aziendale non è giustificata da alcuna esigenza organizzativa: i costi gestionali rimangono sostanzialmente gli stessi, le attività svolte nelle aree cosiddette Non Operative possono essere svolte efficacemente allo stesso modo il 1 giugno, il 14 agosto come il 17 agosto o il1 settembre. Al contrario tutti noi saremo costretti a frazionare illogicamente la fruizione del periodo di ferie e sopportare maggiori costi economici per programmare in periodi di punta le vacanze delle nostre famiglie o meglio, dovremo rinunciare a proteggere e ricostituire efficacemente le nostre energie
psico-fisiche con un inevitabile danno sulla nostra salute. Si tratta quindi di pressioni belle e buone alle quali invitiamo tutti e tutte a NON CEDERE ANCHE STAVOLTA e PROGRAMMARE LE PROPRIE FERIE IN BASE ALLE PROPRIE ESIGENZE FAMILIARI/PERSONALI. Essendo il tono delle mail inviate, perentorio e sul filo dell’abuso, invitiamo i lavoratori e le lavoratrici a segnalarci eventuali pressioni e/o comportamenti poco consoni al "buon senso civile" in modo tale da intervenire immediatamente con i mezzi che riterremo opportuni.


COBAS TELECOM - FLMUNITI CUB
Roma 12/05/09

COLPEVOLE PER NON AVER COMMESSO IL FATTO



AOU APPIA

Nei giorni scorsi, un tecnico dell’AOU APPIA, in seguito ad un reclamo pubblicato dal quotidiano " Il Messaggero " ha ricevuto una contestazione scritta. Nel corso dell’esecuzione di un nuovo impianto Evolution, il tecnico giunto a casa del cliente, non avendo trovato il nome sul citofono, dopo averlo contattato invano al cellulare ha completato la WR con causale " cliente sconosciuto ",
attuando alla perfezione le attuali normative Telecom previste dalla procedura FAS. Nonostante ciò dopo aver fornito tutte le giustificazioni del caso, il lavoratore si è visto recapitare un’ammonizione scritta pur non avendo alcuna responsabilità !!!
E’ più che evidente che chi ha proposto la contestazione è persona INCOMPETENTE E/O SUPERFICIALE, che non conosce le più elementari procedure operative. Sarebbe stato molto più onesto e logico da parte della dirigenza Telecom ammettere di aver preso un abbaglio e porgere le dovute scuse al lavoratore. Forse è giunto il momento che qualche Ingegnere di turno si facesse carico delle proprie responsabilità, riveda un’organizzazione del lavoro fallimentare che espone i clienti a continui disservizi e i lavoratori a metodi di lavoro inaccettabili. Alla luce di quanto accaduto ci chiediamo come avrebbe dovuto comportarsi il tecnico, quali siano le normative da rispettare se non quelle emanate e come mai decine di completamenti con le stesse causali non siano mai stati contestati. Chiediamo all’Azienda un incontro per avere i dovuti chiarimenti.

Evidentemente SEGUIRE LE NORME ALLA LETTERA è un delitto!!!



DIFENDI I TUOI DIRITTI

ORGANIZZATI CON LA CUB

lunedì 27 aprile 2009

RISCHIO AMIANTO? NO GRAZIE!

Dal 1992 (D.Lgs. 257/92) sono state disciplinate le modalità per la realizzazione di misure di decontaminazione, bonifica, trattamento e smaltimento dell’amianto dalle aree interessate dall'inquinamento, nonché il divieto di estrazione, importazione, lavorazione, utilizzazione, commercializzazione. La legge che regola quali debbano essere gli strumenti necessari ai rilevamenti, alle analisi del rivestimento degli edifici, alla pianificazione e alla programmazione delle attività di rimozione e di fissaggio e le procedure da seguire nei diversi processi lavorativi di rimozione, le normative e metodologie tecniche per gli interventi di bonifica, ivi compresi quelli per rendere innocuo l'amianto ecc. ecc. è del 1994 (il Decreto Ministeriale 6 settembre 1994)

IL PERICOLO PER LA SALUTE DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI STA NELL’ESPOSIZIONE ALLE FIBRE PRESENTI NELL’AMBIENTE DI LAVORO.
Perciò è essenziale che ci sia stata una puntuale e totale mappatura dei luoghi di lavoro, interventi di bonifica e/o isolamento e soprattutto un’ACCURATA E CONTINUA MANUTENZIONE (oltre alle rilevazioni obbligatorie annuali su eventuali fibre nell’aria) per riscontrare lo stato di “degrado” del materiale cancerogeno. Infatti anche per l’azienda sulla carta risulterebbe indispensabile accertarne la presenza e verificarne periodicamente il degrado.

E in Telecom Italia, i cui immobili sono stati abbondantemente “saccheggiati” prima dal “capitano coraggioso” e poi da Pirelli Re (e la cui manutenzione nonostante la perdita della proprietà è spesso a carico dell’affittuario), a che punto sono i lavori di mappatura, bonifica, manutenzione del famigerato materiale cancerogeno?
Considerando le informative “ufficiali” che sono pervenute sui territori agli RLS, le continue segnalazioni che pervengono dai lavoratori e dalle lavoratrici (la maggior criticità è stata rilevata nelle strutture di rete) DENUNCIAMO CHE , nonostante il “programma graduale” (dal 1994? E come sono state ottenute le certificazioni iso 140001?) TROPPI LUOGHI DI LAVORO NON SONO STATI MAPPATI E TROPPI LUOGHI DI LAVORO IN CUI E’ STATA RILEVATA LA PRESENZA DI AMIANTO (IN MATRICE FRIABILE E/O COMPATTA) NON VENGONO SOTTOPOSTI AD UNA CORRETTA MANUTENZIONE. Benché il grosso del materiale rilevato e non bonificato sia di matrice compatta, spesso nelle centrali, frequentate oramai più da ditte appaltatrici che da tecnici di Telecom, vengono effettuati interventi che “disturbano” vistosamente l’amianto. Non solo gli stessi lavoratori delle ditte appaltatrici, vengono a loro volta sottoposti al rischio amianto, ad esempi nel momento in cui intervengono in una centrale, sprovvista addirittura del punto sicurezza, dove dovrebbero essere regolarmente depositate le mappature dell’amianto.
Nonostante quanto dichiarato nell’ultimo aggiornamento del Documento di Valutazione del Rischio, (per il quale tra l’altro non ci pare che siano state consultate gli RLS come chiaramente prevede la normativa sulla sicurezza), dove il problema “amianto”, viene nuovamente e sommariamente liquidato affermando che “l’analisi delle lavorazioni ha escluso la presenza di attività specifiche che comportino, da parte del personale sociale, l’esposizione all’amianto” (scontato Telecom non è una ditta che opera bonifiche e/o lavorazioni con amianto) riteniamo improcrastinabile denunciare i rischi (oltre che la “mancata valutazione del rischio”) per la salute e la sicurezza di chi ha lavorato o lavoro in ambienti non ancora mappati e malamente sottoposti a manutenzione come previsto dalla stessa normativa.
Riccardo De Angelis RLS Flmuniti-CUB
Marina Biggiero RLS CobasAlessandro Pullara RLS Cobas

lunedì 20 aprile 2009

il 119 potrebbe diventare un costo..




Dopo giornate di voci ricorrenti e riorganizzazioni concrete, la Telecom finalmente convoca le Rsu territoriali comunicando quanto aveva già detto a livello nazionale ai sindacati confederali. Con la frase riassuntiva a sintesi della spiegazione che abbiamo estrapolato e messo come titolo.
L’ennesima riorganizzazione partita informando solamente Cgil-Cisl Uil e Ugl senza coinvolgere tutte le rappresentanze sindacali che tende ad un “maggior efficientamento” di fatto produce strane alchimie di passaggi di 20 persone da business a consumer nelle frodi, altre dei VAS che transitano da Consumer a Business, accorpamento dei gruppi con “esubero” di supervisor, cambio di riga di matrice a ridosso delle prossime festività. Il tutto senza ascoltare la benché minima esigenza dei lavoratori e delle lavoratrici o ancor peggio cercando di ottenerla con false indicazioni e velate minacce.
In questi giorni abbiamo anche assistito ad alzate di scudi che poi si sono rivelate strumentali, visto che i soliti noti pur sapendo si erano ben guardati di informare i diretti interessati. La riorganizzazione, o l’efficientamento dei costi, è stato tranquillamente portato avanti costringendo coloro che non hanno accesso a delle relazioni agevolate a trovarsi di fronte al fatto compiuto, cioè sballottati come pacchi da una sala all’altra.
Ma la verità, al di là del giudizio che ogni O.S. può dare, è che tutta questa arroganza da parte aziendale è possibile grazie ad un Contratto Nazionale sottoscritto da Cgil-Cisl Uil e Ugl dove le aziende hanno il potere di decidere autonomamente sull’organizzazione del lavoro con il solo “onere” di informare i sindacati delle loro decisioni.
Per questo motivo noi vogliamo vincolare ogni ristrutturazione, ogni cambio di turnistica ad un accordo con le RSU, meglio ancora se votato preventivamente nelle assemblee.
Solo così potremo prevenire e discutere seriamente, quindi tutelare adeguatamente i lavoratori e le lavoratrici, con un serio lavoro sindacale.
In alternativa continueremo ad assistere ai teatrini per cui chi ha già accettato certe scelte o ha condiviso le condizioni per averle, si batte il petto e piange “lacrime di coccodrillo”.
Considerata poi la “frase” con cui l’azienda ha voluto sintetizzare l’argomento “119” crediamo che non ci sia più tempo da perdere!! Organizzarci seriamente per contrastare un’azienda, i suoi “grandi” azionisti, con le banche in prima fila, che sfruttano la crisi per sbarazzarsi quanto prima dei lavoratori e delle lavoratrici più “costose” dei customer “interni”.
Per questo è necessario dare forza a quelle OO.SS. e a quei delegati/e che si sono battuti sempre con coerenza e determinazione a costo di non essere i prediletti da “Mamma-Azienda”, ma conquistando con il lavoro e la serietà del loro operato, legittimità e fiducia dai colleghi.
Per noi le migliaia di lavoratori e lavoratrici del Consumer come del Business, come della Rete e ogni altro settore sono e rimarrano delle persone da tutelare!


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Flmuniti CUB - Cobas del Lavoro Privato