lunedì 27 aprile 2009

RISCHIO AMIANTO? NO GRAZIE!

Dal 1992 (D.Lgs. 257/92) sono state disciplinate le modalità per la realizzazione di misure di decontaminazione, bonifica, trattamento e smaltimento dell’amianto dalle aree interessate dall'inquinamento, nonché il divieto di estrazione, importazione, lavorazione, utilizzazione, commercializzazione. La legge che regola quali debbano essere gli strumenti necessari ai rilevamenti, alle analisi del rivestimento degli edifici, alla pianificazione e alla programmazione delle attività di rimozione e di fissaggio e le procedure da seguire nei diversi processi lavorativi di rimozione, le normative e metodologie tecniche per gli interventi di bonifica, ivi compresi quelli per rendere innocuo l'amianto ecc. ecc. è del 1994 (il Decreto Ministeriale 6 settembre 1994)

IL PERICOLO PER LA SALUTE DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI STA NELL’ESPOSIZIONE ALLE FIBRE PRESENTI NELL’AMBIENTE DI LAVORO.
Perciò è essenziale che ci sia stata una puntuale e totale mappatura dei luoghi di lavoro, interventi di bonifica e/o isolamento e soprattutto un’ACCURATA E CONTINUA MANUTENZIONE (oltre alle rilevazioni obbligatorie annuali su eventuali fibre nell’aria) per riscontrare lo stato di “degrado” del materiale cancerogeno. Infatti anche per l’azienda sulla carta risulterebbe indispensabile accertarne la presenza e verificarne periodicamente il degrado.

E in Telecom Italia, i cui immobili sono stati abbondantemente “saccheggiati” prima dal “capitano coraggioso” e poi da Pirelli Re (e la cui manutenzione nonostante la perdita della proprietà è spesso a carico dell’affittuario), a che punto sono i lavori di mappatura, bonifica, manutenzione del famigerato materiale cancerogeno?
Considerando le informative “ufficiali” che sono pervenute sui territori agli RLS, le continue segnalazioni che pervengono dai lavoratori e dalle lavoratrici (la maggior criticità è stata rilevata nelle strutture di rete) DENUNCIAMO CHE , nonostante il “programma graduale” (dal 1994? E come sono state ottenute le certificazioni iso 140001?) TROPPI LUOGHI DI LAVORO NON SONO STATI MAPPATI E TROPPI LUOGHI DI LAVORO IN CUI E’ STATA RILEVATA LA PRESENZA DI AMIANTO (IN MATRICE FRIABILE E/O COMPATTA) NON VENGONO SOTTOPOSTI AD UNA CORRETTA MANUTENZIONE. Benché il grosso del materiale rilevato e non bonificato sia di matrice compatta, spesso nelle centrali, frequentate oramai più da ditte appaltatrici che da tecnici di Telecom, vengono effettuati interventi che “disturbano” vistosamente l’amianto. Non solo gli stessi lavoratori delle ditte appaltatrici, vengono a loro volta sottoposti al rischio amianto, ad esempi nel momento in cui intervengono in una centrale, sprovvista addirittura del punto sicurezza, dove dovrebbero essere regolarmente depositate le mappature dell’amianto.
Nonostante quanto dichiarato nell’ultimo aggiornamento del Documento di Valutazione del Rischio, (per il quale tra l’altro non ci pare che siano state consultate gli RLS come chiaramente prevede la normativa sulla sicurezza), dove il problema “amianto”, viene nuovamente e sommariamente liquidato affermando che “l’analisi delle lavorazioni ha escluso la presenza di attività specifiche che comportino, da parte del personale sociale, l’esposizione all’amianto” (scontato Telecom non è una ditta che opera bonifiche e/o lavorazioni con amianto) riteniamo improcrastinabile denunciare i rischi (oltre che la “mancata valutazione del rischio”) per la salute e la sicurezza di chi ha lavorato o lavoro in ambienti non ancora mappati e malamente sottoposti a manutenzione come previsto dalla stessa normativa.
Riccardo De Angelis RLS Flmuniti-CUB
Marina Biggiero RLS CobasAlessandro Pullara RLS Cobas

lunedì 20 aprile 2009

il 119 potrebbe diventare un costo..




Dopo giornate di voci ricorrenti e riorganizzazioni concrete, la Telecom finalmente convoca le Rsu territoriali comunicando quanto aveva già detto a livello nazionale ai sindacati confederali. Con la frase riassuntiva a sintesi della spiegazione che abbiamo estrapolato e messo come titolo.
L’ennesima riorganizzazione partita informando solamente Cgil-Cisl Uil e Ugl senza coinvolgere tutte le rappresentanze sindacali che tende ad un “maggior efficientamento” di fatto produce strane alchimie di passaggi di 20 persone da business a consumer nelle frodi, altre dei VAS che transitano da Consumer a Business, accorpamento dei gruppi con “esubero” di supervisor, cambio di riga di matrice a ridosso delle prossime festività. Il tutto senza ascoltare la benché minima esigenza dei lavoratori e delle lavoratrici o ancor peggio cercando di ottenerla con false indicazioni e velate minacce.
In questi giorni abbiamo anche assistito ad alzate di scudi che poi si sono rivelate strumentali, visto che i soliti noti pur sapendo si erano ben guardati di informare i diretti interessati. La riorganizzazione, o l’efficientamento dei costi, è stato tranquillamente portato avanti costringendo coloro che non hanno accesso a delle relazioni agevolate a trovarsi di fronte al fatto compiuto, cioè sballottati come pacchi da una sala all’altra.
Ma la verità, al di là del giudizio che ogni O.S. può dare, è che tutta questa arroganza da parte aziendale è possibile grazie ad un Contratto Nazionale sottoscritto da Cgil-Cisl Uil e Ugl dove le aziende hanno il potere di decidere autonomamente sull’organizzazione del lavoro con il solo “onere” di informare i sindacati delle loro decisioni.
Per questo motivo noi vogliamo vincolare ogni ristrutturazione, ogni cambio di turnistica ad un accordo con le RSU, meglio ancora se votato preventivamente nelle assemblee.
Solo così potremo prevenire e discutere seriamente, quindi tutelare adeguatamente i lavoratori e le lavoratrici, con un serio lavoro sindacale.
In alternativa continueremo ad assistere ai teatrini per cui chi ha già accettato certe scelte o ha condiviso le condizioni per averle, si batte il petto e piange “lacrime di coccodrillo”.
Considerata poi la “frase” con cui l’azienda ha voluto sintetizzare l’argomento “119” crediamo che non ci sia più tempo da perdere!! Organizzarci seriamente per contrastare un’azienda, i suoi “grandi” azionisti, con le banche in prima fila, che sfruttano la crisi per sbarazzarsi quanto prima dei lavoratori e delle lavoratrici più “costose” dei customer “interni”.
Per questo è necessario dare forza a quelle OO.SS. e a quei delegati/e che si sono battuti sempre con coerenza e determinazione a costo di non essere i prediletti da “Mamma-Azienda”, ma conquistando con il lavoro e la serietà del loro operato, legittimità e fiducia dai colleghi.
Per noi le migliaia di lavoratori e lavoratrici del Consumer come del Business, come della Rete e ogni altro settore sono e rimarrano delle persone da tutelare!


Sostieni la Lista di Base!
Difendi i tuoi diritti
insieme difendiamo i nostri posti di lavoro!
Flmuniti CUB - Cobas del Lavoro Privato